Roche Ematologia
Janssen Oncology
ELN 2018
Ematobase.it

KEYNOTE-204: Pembrolizumab versus Brentuximab vedotin nel linfoma di Hodgkin classico recidivato o refrattario


Il blocco di PD-1 mediante la monoterapia con Pembrolizumab ( Keytruda ) ha mostrato attività antitumorale nel linfoma di Hodgkin classico recidivato o refrattario ( R/R cHL ).

KEYNOTE-204 era uno studio randomizzato, internazionale, in aperto, di fase III di Pembrolizumab versus Brentuximab vedotin ( Adcetris; BV ) nel linfoma cHL recidivato e refrattario.

I pazienti avevano un'età pari o superiore a 18 anni, erano stati sottoposti a trapianto di cellule staminali autologhe ( auto-SCT ) o erano inidonei, e presentavano patologie misurabili ed ECOG Performance Status di 0 o 1.
I pazienti naive-a-Brentuximab vedotin ed esposti a Brentuximab vedotin erano eleggibili.

I pazienti sono stati randomizzati in un rapporto 1:1 a Pembrolizumab 200 mg per via endovenosa Q3W ( una volta ogni 3 settimane ) oppure a Brentuximab vedotin 1.8 mg/kg per via endovenosa Q3W e stratificati mediante precedente auto-SCT ( sì versus no ) e lo stato dopo terapia di prima linea ( 1L ) ( refrattario primario vs recidiva inferiore a 12 mesi vs recidiva a 12 mesi o più dopo la fine della terapia di prima linea ).

Gli end point primari erano: sopravvivenza libera da progressione ( PFS ) verificata da BICR ( Revisione centrale indipendente in cieco ) secondo i criteri IWG ( International Working Group ) inclusi i dati clinici e di imaging dopo trapianto autologo o trapianto allogenico ( allo-SCT ) e sopravvivenza globale ( OS ).
Gli endpoint secondari chiave erano: sopravvivenza PFS con esclusione dei dati clinici e di imaging dopo auto-trapianto o allo-trapianto ( PFS-secondario ) e tasso di risposta obiettiva ( ORR ) valutato da BICR secondo i criteri IWG, sopravvivenza PFS mediante revisione dello sperimentatore secondo i criteri IWG, e sicurezza.
L'end point esplorativo era rappresentato dalla durata della risposta ( DOR ) valutata da BICR secondo i criteri IWG.

304 pazienti sono stati randomizzati e 300 sono stati trattati ( 148, Pembrolizumab; 152, Brentuximab vedotin ).

Il follow-up mediano ( intervallo ) è stato pari a 24.7 ( 0.6-42.3 ) mesi.
15 pazienti erano stati esposti a Brentuximab vedotin.
Il tempo mediano ( intervallo ) di trattamento è stato di 305.0 ( 1-814 ) e 146.5 ( 1-794 ) giorni, rispettivamente, con Pembrolizumab e Brentuximab vedotin.

È stato osservato un miglioramento statisticamente significativo con Pembrolizumab rispetto a Brentuximab vedotin per l'analisi della sopravvivenza senza progressione primaria ( hazard ratio, HR=0.65 [ IC 95%, 0.48-0.88; P = 0.00271 ]; mediana 13.2 vs 8.3 mesi ).
I tassi di sopravvivenza PFS a 12 mesi sono stati rispettivamente del 53.9% versus 35.6%.

Il beneficio è stato osservato in tutti i sottogruppi testati, compresi i pazienti senza auto-trapianto ( HR=0.61 ), malattia refrattaria primaria ( HR=0.52 ), precedente trattamento con Brentuximab vedotin ( HR=0.34 ) e naive-al-trattamento con Brentuximab vedotin ( HR=0.67 ).

Significativo miglioramento della sopravvivenza libera da progressione secondaria è stato osservato con Pembrolizumab rispetto a Brentuximab vedotin ( HR=0.62 [ IC 95% 0.46-0.85 ]; mediana 12.6 vs 8.2 mesi ).

Secondo la valutazione dello sperimentatore, la sopravvivenza senza progressione è risultata più lunga con Pembrolizumab rispetto a Brentuximab vedotin ( HR=0.49 [ IC 95% 0.36-0.67 ]; mediana 19.2 vs 8.2 mesi ).

Il tasso ORR è stato del 65.6% per Pembrolizumab e del 54.2% per Brentuximab vedotin; i tassi di risposta completa ( CR ) sono stati rispettivamente pari a 24.5% e a 24.2%.

La durata DOR mediana ( intervallo ) è stata pari a 20.7 mesi ( da 0.0+ a 33.2+ ) per Pembrolizumab e di 13.8 mesi ( da 0.0+ a 33.9+ ) per Brentuximab vedotin.

Gli eventi avversi correlati al trattamento di grado 3-5 ( TRAE ) hanno interessato il 19.6% dei pazienti con Pembrolizumab e il 25.0% con Brentuximab vedotin.

Un decesso per TRAE si è verificato con Pembrolizumab ( polmonite ).

In conclusione, nei pazienti con linfoma di Hodgkin classico R/R, Pembrolizumab è risultato superiore a Brentuximab vedotin e ha dimostrato un miglioramento statisticamente e clinicamente significativo della sopravvivenza libera da progressione in tutti i sottogruppi, con una sicurezza coerente con i report precedenti.
La monoterapia con Pembrolizumab dovrebbe rappresentare lo standard di cura per questa popolazione di pazienti con linfoma di Hodgkin classico recidivato o refrattario. ( Xagena )

Fonte: American Society of Clinical Oncology ( ASCO ) Virtual Meeting, 2020

Xagena_OncoEmatologia_2020



Indietro