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MK-2206, un inibitore di AKT, nel trattamento dei pazienti con linfoma recidivato o refrattario


Uno studio clinico di fase II ha valutato l'efficacia dell'inibitore della proteina chinasica B ( AKT ), MK-2206, nel trattamento di pazienti con linfoma recidivato o refrattario di qualsiasi istologia, esclusi il linfoma di Burkitt e il linfoma linfoblastico.

L'inibitore MK-2206 è stato somministrato per os, alla dose di 200 mg, una volta a settimana, per un ciclo di 28 giorni fino a un massimo di 12 cicli in assenza di progressione della malattia o tossicità significativa.

Lo studio ha incluso un totale di 59 pazienti e le dosi somministrate di farmaco sono state aggiustate in base alla tollerabilità.
In seguito a tali modifiche, 33 pazienti hanno ricevuto una dose di 300 mg, 2 pazienti una dose di 250 mg, 16 pazienti una dose di 200 mg e 8 pazienti una dose di 135 mg.

L'analisi intent-to-treat ha evidenziato una risposta obiettiva in 8 pazienti ( 14% ), di cui 2 risposte complete al trattamento e 6 risposte parziali, con una durata mediana della risposta di 5.8 mesi.
Il tasso di risposta globale è stato del 20% nei 25 pazienti con linfoma di Hodgkin classico.

La reazione di tossicità più comune è stata il rash ( di qualunque grado nel 53% dei casi, di grado 3 nel 15% dei casi ), e ha mostrato un andamento dose-dipendente.

L'analisi correlativa riguardante le citochine ha mostrato un paradossale aumento dei livelli di diverse citochine, che può essere spiegato come un meccanismo di feedback negativo indotto dall'inibizione di AKT da parte del farmaco.

In conclusione, i risultati dello studio hanno dimostrato che l'inibitore di AKT MK-2206 presenta un favorevole profilo di sicurezza e una modesta attività nei pazienti con recidiva di linfoma di Hodgkin.
Ulteriori studi dovranno tuttavia essere condotti al fine di valutare le possibili combinazioni del farmaco nel trattamento di questa patologia. ( Xagena )

Oki Y et al, Br J Haematol 2015; 171: 463-470

Xagena_Ematologia_2015



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